Appena superato il ponte sulla ferrovia Torino-Milano all'incrocio tra via Crescentino e via S. Sebastiano, ci troviamo di fronte la linda facciata di una chiesa campestre con un piccolo piazzale antistante.
È la chiesa di S. Sebastiano e S. Rocco, le cui statue collocate in due nicchie sembrano voler vigilare sui passanti e sugli abitanti del rione. Fu costruita in sostituzione di un pilone esistente sui confini della regione Spazzata, in adempimento di un voto fatto dai Saluggesi a S. Sebastiano per essere stati liberati da una grave epidemia che colpi il bestiame.
I lavori iniziarono nel 1632 ma le distruzioni portate dalle guerre combattute sul nostro territorio e i furti, ritardarono il compimento.
La chiesa venne ultimata nel 1749 e benedetta dal prevosto di allora, il teologo Giuseppe Vallaro.
Per la sua posizione alla periferia del paese, nel corso delle epidemie che si sono verificate nei secoli passati, servì come lazzaretto.
È a un'unica navata con l'abside rivolta a oriente secondo l'antica tradizione cristiana.
In essa campeggia il quadro con la Madonna, S. Sebastiano e S. Rocco, invocato quest'ultimo contro la peste.
La chiesa, curata con devozione dagli abitanti del rione, recente-mente è stata restaurata e tinteggiata; nella volta sono evidenziati simboli della carità (un cuore), della speranza (un'ancora), della fede (la Croce).
L'unica campana, collocata nel piccolo campanile, richiama con lievi rintocchi i fedeli per le celebrazioni liturgiche del 20 gennaio e del 16 agosto, festa dei Santi Patroni. Nella chiesa si tengono inoltre incontri di preghiera